Svizzera / CHF

Il franco svizzero, una storia comune

Dalle monete cantonali alle banconote di Manuela Pfrunder: come un’unità di conto è diventata un linguaggio condiviso.

Leggi la storia ↓franchi svizzeri · CHF
Rovescio di un tallero zurighese del 1723 con la città, i ponti e le barche sulla Limmat. Benjamin Seifert · Münzkabinett Winterthur · Public Domain Mark 1.0
L’offerta del momento

Prima di trovare posto in un solo portafoglio, la Svizzera monetaria viveva in molte borse diverse. Vi si mescolavano coniazioni locali, monete straniere e unità di conto il cui valore mutava da un luogo all’altro. Il franco federale introdusse una misura comune. Le sue banconote impararono poi a raccontare il Paese attraverso persone, saperi, paesaggi e gesti.

01
Medioevo — 1798

Prima del franco: contare fra mondi diversi

Attraversare un passo, raggiungere una fiera, saldare un debito: nella vecchia Confederazione questi gesti non presupponevano una moneta nazionale. Città, cantoni, principi vescovi e abbazie disponevano del diritto di coniazione. L’autorità che garantiva una moneta poteva essere vicina; il metallo di cui era fatta viaggiava invece ben oltre i suoi confini. Zurigo, Berna, Basilea e Ginevra erano inserite in reti commerciali più ampie della Svizzera odierna.

Denari, pfennig, batzen e kreuzer formavano un vocabolario mutevole. I talleri e gli scudi d’argento affiancavano le piccole monete degli acquisti quotidiani. Occorre distinguere l’unità di conto, usata per registrare un prezzo, dal pezzo effettivamente consegnato al venditore. Due monete dai nomi simili potevano avere pesi e titoli differenti: il titolo indica la proporzione di metallo prezioso.

Questa varietà esprimeva sovranità locali e legami economici. A sud delle Alpi si guardava anche alle zecche e ai mercati italiani; altrove prevalevano i rapporti con la Francia o con i territori germanici. Gli accordi monetari cercavano di agevolare gli scambi senza cancellare le autonomie. Stemmi e iscrizioni fanno dunque di ogni moneta cantonale un piccolo documento politico: indicano chi si impegnava a garantirne il valore.

Riferimenti : Dictionnaire historique de la Suisse · Monnaies · DHS · Monnaie / Geld / Moneta · Musée national suisse · The franc and its predecessors

02
1798 — 1848

Un primo tentativo di unità, poi di nuovo i cantoni

La Repubblica elvetica, istituita nel 1798, tentò di centralizzare il sistema monetario. Il suo franco valeva dieci batzen o cento centesimi. Il nome e l’ordinamento decimale anticipavano sviluppi successivi, ma non vanno confusi con il franco federale del 1850: erano diversi sia la definizione metallica sia il quadro istituzionale.

Dopo il 1803 i cantoni recuperarono le proprie competenze. L’esperienza elvetica non aveva sostituito tutte le monete in circolazione e i pezzi stranieri restavano indispensabili. Scegliere fra il franco francese e il fiorino diffuso nella Germania meridionale significava intervenire su abitudini commerciali e contabilità regionali, non soltanto preferire un nome a un altro.

La Costituzione del 1848 portò la decisione su un piano nuovo, attribuendo alla Confederazione il diritto esclusivo di battere moneta. Costruire lo Stato federale voleva dire anche rendere più confrontabili prezzi, entrate pubbliche e contratti. Alla nuova unità politica serviva uno strumento riconoscibile nella vita di tutti i giorni.

Riferimenti : Dictionnaire historique de la Suisse · Monnaies · DHS · Monnaie / Geld / Moneta

03
La nascita del franco federale

1850: lo Stato federale entra nel portafoglio

La legge del 7 maggio 1850 istituì il franco svizzero, suddiviso in cento centesimi. Il modello era quello del franco francese: l’unità d’argento corrispondeva inizialmente a cinque grammi al titolo di nove decimi, ossia 4,5 grammi di argento fino. La nuova moneta si inseriva così in uno spazio di circolazione già conosciuto.

La riforma richiedeva un lavoro materiale oltre che legislativo. Nel 1851 e nel 1852 bisognava ritirare le vecchie monete, applicare i rapporti di conversione, rifornire le casse e modificare le consuetudini. Le prime coniazioni furono affidate a Parigi e Strasburgo perché mancavano impianti svizzeri adeguati. Nel 1853 la Confederazione rilevò l’ex zecca cantonale bernese; la coniazione federale a Berna iniziò nel 1855.

L’Elvezia seduta, incisa da Antoine Bovy, diede un volto all’unità appena creata. L’allegoria rappresentava la Confederazione senza privilegiare un cantone o un sovrano. Anche il latino di «Confoederatio Helvetica», da cui deriva il codice CHF, consentiva di nominare il Paese oltre le sue lingue. L’unificazione rimase tuttavia graduale: le monete straniere continuarono a integrare la circolazione.

Le due facce di un mezzo franco del 1850: valore entro una corona ed Elvezia seduta con lo scudo.
Mezzo franco del 1850, prima generazione federale. L’Elvezia seduta e il valore decimale danno una forma comune alla moneta del nuovo Stato.Ivlianvs · Confederazione Svizzera · Pubblico dominio (art. 5 LDA / URG)
Scheda della fonte · Diritti

Riferimenti : DHS · Franken · Swissmint · FAQ · DHS · Monnaie / Geld / Moneta

04
1865 — 1927

L’Unione monetaria latina: uno spazio condiviso

Nel 1865 la Svizzera concluse con Francia, Belgio e Italia la convenzione che istituiva l’Unione monetaria latina. La Grecia vi aderì nel 1868. Pesi e titoli comuni rendevano compatibili determinate monete metalliche. Un franco svizzero e una lira italiana potevano così rientrare nello stesso ordinamento, pur conservando immagini nazionali differenti.

L’Unione non disponeva di una banca centrale comune e non era una moneta unica nel significato attuale. Ogni Stato conservava istituzioni e banconote proprie. Le regole riguardavano specifiche monete metalliche, con condizioni e limiti: non rendevano indistintamente intercambiabile qualsiasi mezzo di pagamento.

Il rapporto fra oro e argento si rivelò fragile. Il mutare dei prezzi dei metalli alterava la convenienza a coniare, esportare o fondere le monete. Le restrizioni alla coniazione dell’argento rafforzarono progressivamente il ruolo dell’oro. La guerra del 1914 sconvolse ulteriormente il sistema. Lo scioglimento dell’Unione divenne effettivo il 1º gennaio 1927, ma la relazione del franco con l’oro non si interruppe in quel momento.

Riferimenti : DHS · Monnaie / Geld / Moneta · Swissmint · FAQ

05
Un compromesso federale

1907: dopo le monete, unificare le banconote

Dal 1850 la moneta metallica era federale, mentre diverse banche continuavano a emettere biglietti propri. La banconota esprimeva anzitutto la promessa di un istituto: la sua circolazione dipendeva dalla fiducia accordata all’emittente e dall’accettazione presso altre banche. L’unità di conto comune non rendeva quindi automaticamente uniforme la carta moneta.

Il monopolio federale dell’emissione fu sancito nella Costituzione nel 1891. Restava da definire l’organismo incaricato di esercitarlo. La Banca nazionale svizzera aprì gli sportelli il 20 giugno 1907. La società anonima disciplinata da una legge speciale, le sedi a Berna e Zurigo e la partecipazione dei cantoni al capitale e agli utili esprimevano un compromesso politico e istituzionale.

La nuova BNS collocava l’emissione nel quadro dell’intera economia svizzera. Doveva assicurare i pagamenti e condurre la politica monetaria in un mondo ancora ancorato all’oro. Non ci fu però tempo sufficiente per progettare subito una serie completamente nuova. Le prime banconote furono quindi transitorie: l’unificazione istituzionale precedette quella grafica.

Riferimenti : DHS · Banques d’émission · SNB · How long has the Swiss National Bank existed? · SNB · Past banknote series

06
1914 — 1945

Le guerre e i limiti della stabilità

Nel 1914 fu sospesa la convertibilità delle banconote in oro. Anche la Svizzera neutrale conobbe difficoltà di approvvigionamento e rincari del costo della vita. Il metallo prezioso veniva tesaurizzato e la carta assumeva un ruolo crescente. La continuità del nome «franco» non equivaleva alla continuità del potere d’acquisto.

Il dopoguerra cercò di ricostruire un ordine monetario attorno all’oro. La Svizzera ristabilì la parità prebellica di fatto nel 1924 e sul piano giuridico nel 1930. Durante la Grande depressione, difendere quella parità contribuì alle pressioni deflazionistiche, con ripercussioni su produzione e occupazione. Il 26 settembre 1936 il Consiglio federale decise una svalutazione di circa il 30 per cento. Cambiava la parità, senza scomparire immediatamente ogni riferimento all’oro.

La Seconda guerra mondiale richiede un esame diverso. Il franco convertibile e la piazza finanziaria svizzera facilitarono operazioni internazionali in un’Europa segnata dall’occupazione e dai controlli valutari. La BNS acquistò oro dalla Reichsbank; una parte proveniva dalle riserve saccheggiate nei Paesi occupati. Le ricerche della Commissione indipendente d’esperti hanno documentato la gravità di tali operazioni e interrogato le conoscenze e le responsabilità degli attori. Anche questo capitolo appartiene alla storia del franco. Spiegare il contesto monetario non significa giustificare automaticamente le scelte compiute.

Riferimenti : BNS · Chronique monétaire · SNB · Gold standard, deflation and depression (2003) · Commission indépendante d’experts · Final Report (2002) · SNB · Gold transactions in the Second World War (1999)

07
1945 — 2000

Dalle parità fisse ai cambi flessibili

Dopo il 1945, il sistema di Bretton Woods organizzò le principali monete attorno al dollaro, convertibile in oro per le autorità monetarie estere. La Svizzera rimase inizialmente fuori dal Fondo monetario internazionale — vi aderì soltanto nel 1992 — ma la sua politica si mosse comunque in quell’ambiente di cambi fissi. La distanza istituzionale non comportava isolamento economico.

Le tensioni internazionali e i movimenti di capitale resero sempre più difficile difendere le parità. Nel gennaio 1973 la Svizzera lasciò fluttuare il franco. La politica monetaria poté concentrarsi maggiormente sulla stabilità dei prezzi interni, dovendo però fare i conti con le variazioni del valore esterno. Le fasi d’inflazione mostrarono che il nuovo regime non eliminava le scelte difficili.

Questa svolta pratica va distinta dall’ultima separazione giuridica dall’oro. Nel 2000 vennero meno i vincoli legali residui. L’oro rimase fra le riserve della BNS, ma le banconote non promettevano più la consegna di una quantità fissa di metallo. La credibilità del franco dipendeva ormai dall’ordinamento istituzionale e dalla politica monetaria, anziché dalla convertibilità metallica.

Riferimenti : SNB · The Swiss National Bank 1907–2007 · SNB · How long has the Swiss National Bank existed? · BNS · Chronique monétaire · SNB · Quarterly Bulletin 1/2000

08
Il franco come bene rifugio

Una reputazione costruita nel tempo

La reputazione del franco si è formata lungo un percorso storico. Continuità istituzionale, affidabilità dei pagamenti, stabilità dei prezzi su periodi estesi e rapporti economici internazionali vi hanno contribuito. Non è una qualità naturale del Paese né una garanzia sull’andamento futuro del cambio. La svalutazione del 1936 e le fasi d’inflazione impediscono di raccontare una stabilità priva di interruzioni.

Nei momenti d’incertezza la domanda di franchi può aumentare molto. La fiducia diventa allora una difficoltà per le imprese che incassano in valuta estera e sostengono costi in franchi, o che affrontano la concorrenza internazionale. Una moneta ricercata può pesare proprio sulle attività che contribuiscono alla sua base economica.

Il 6 settembre 2011 la BNS fissò un cambio minimo di 1,20 franchi per euro per contrastare un apprezzamento ritenuto eccessivo. Il 15 gennaio 2015 lo abbandonò in un quadro internazionale mutato. Le due decisioni mostrano una banca centrale alle prese con gli effetti dell’attrattiva della propria moneta. Sono riferimenti storici, non quotazioni attuali né previsioni.

Riferimenti : SNB · Minimum exchange rate, 6 September 2011 · SNB · After the minimum exchange rate (2015) · SNB · How long has the Swiss National Bank existed?

09
1907 — anni Trenta

La banconota entra nello studio dei pittori

La prima serie della BNS doveva essere pronta per circolare e riprese modelli già collaudati. Con la seconda, dal 1911, la commissione monetaria divenne anche un incarico artistico. Ferdinand Hodler disegnò il taglialegna e il mietitore; Eugène Burnand le ricamatrici e la fonderia. Il lavoro, attraverso corpi e movimenti, dava una presenza umana al valore astratto.

In una moneta federale queste scene potevano suggerire esperienze comuni oltre le frontiere linguistiche. Agricoltura, artigianato e industria entravano nello stesso repertorio. Ogni immagine rimaneva però una selezione: mostrava ciò che l’istituzione desiderava rappresentare, senza esaurire la complessità della società.

Le serie successive ricordano che la numerazione non coincide con una semplice successione di portafogli. La terza comprende biglietti di guerra e progetti di riserva. La quarta, affidata a Victor Surbek e Hans Erni, non fu mai messa in circolazione. Una banca centrale prepara anche immagini per un’emergenza che potrebbe non verificarsi. Distinguere biglietti emessi, prove e riserve è quindi essenziale per leggerne correttamente la storia.

Verso verde e bruno del biglietto da 50 franchi della seconda serie: un taglialegna alza la scure tra gli alberi.
Il Taglialegna di Ferdinand Hodler sul verso del biglietto da 50 franchi della seconda serie, entrato in circolazione nel 1911. Il gesto del lavoratore porta la pittura negli scambi quotidiani.Ferdinand Hodler · BNS · file di Schutz · Pubblico dominio (art. 5 LDA / URG)
Scheda della fonte · Diritti
Nove serie, diverse vicende di circolazione
Serie / riferimento cronologico Progetto e significato
01 · 1907 Biglietti transitori: continuità con i modelli delle precedenti banche di emissione.
02 · 1911 Hodler e Burnand: scene di lavoro, pittura e immaginario collettivo.
03 · 1918 Biglietti di guerra e di riserva; emissioni scaglionate, fra cui Pestalozzi nel 1930.
04 · 1938 Surbek ed Erni: serie di riserva mai messa in circolazione.
05 · 1956 Eidenbenz e Gauchat: ritratti, cicli della vita e unità delle due facce.
06 · 1976 Ernst e Ursula Hiestand: personalità e saperi, sei tagli emessi.
07 · 1984 Roger ed Elisabeth Pfund: ultima serie di riserva, mai emessa.
08 · 1995 Zintzmeyer: arti, composizione verticale, progettazione digitale; richiamo nel 2021.
09 · 2016 Pfrunder: mani, globo e sei aspetti della Svizzera; emissione completata nel 2019.

La data di una serie non coincide con quella di emissione di ogni singolo taglio.

Riferimenti : SNB · Past banknote series

10
La quinta serie

1956: immagini del tempo e della vita

Con la quinta serie si rafforzò l’unità fra le due facce della banconota. Hermann Eidenbenz progettò fra l’altro i 10 franchi con Gottfried Keller e i 20 franchi con il generale Dufour. Pierre Gauchat disegnò i quattro tagli superiori, entrati in circolazione nel 1957. La relazione fra recto e verso divenne un principio compositivo.

La raccolta delle mele, san Martino, la fonte della giovinezza e la danza macabra aprivano racconti sul nutrimento, la condivisione, l’età e la morte. Sui 1000 franchi l’accostamento è particolarmente denso: un oggetto che custodisce valore reca un’immagine della caducità. È una possibile lettura culturale della composizione, non una spiegazione economica della banconota.

I grandi formati lasciavano spazio alle figure, ma occupavano anche la mano e il portafoglio. Dimensioni e colori aiutavano a distinguere i tagli. La storia del disegno monetario riguarda perciò anche l’esperienza fisica: osservare, riconoscere, piegare, contare e passare il denaro a un’altra persona.

Riferimenti : SNB · Past banknote series

Verso della banconota da 50 franchi della quinta serie con la raccolta delle mele.
50 franchi, quinta serie: la raccolta delle mele sul verso, da Pierre Gauchat. Serie oggi priva di valore. Banque nationale suisse / Wikimedia Commons — domaine public
Verso della banconota da 1000 franchi della quinta serie con la danza macabra.
1000 franchi, quinta serie: la danza macabra sul verso, da Pierre Gauchat. Serie oggi priva di valore. Banque nationale suisse / Wikimedia Commons — domaine public
11
Ernst e Ursula Hiestand

1976: il sapere costruisce la pagina

La sesta serie, emessa dal 1976, metteva in relazione ogni personalità con il suo campo di attività. Il ritratto conduceva a strumenti, organismi, diagrammi o paesaggi. Ernst e Ursula Hiestand costruirono spazi di lettura in cui il volto e il sapere si richiamavano, anziché limitarsi a isolare un personaggio come in una medaglia.

Euler, de Saussure, Gessner, Borromini, Haller e Forel componevano un insieme che attraversava discipline e regioni culturali. La precisione grafica collegava sicurezza e divulgazione: le strutture minute erano difficili da riprodurre e, insieme, invitavano all’osservazione. Un oggetto familiare rendeva visibili conoscenze meno consuete.

L’inclusione su una banconota testimonia una scelta del proprio tempo, non l’approvazione di tutte le idee della persona raffigurata. Nel caso di Auguste Forel, gli studi sulle formiche e sul cervello si affiancano a posizioni eugenetiche documentate dal Dizionario storico della Svizzera. L’omaggio a un contributo scientifico non sostituisce l’esame dell’intera biografia. La settima serie, progettata da Roger ed Elisabeth Pfund come riserva, non venne mai emessa. Fu l’ultima serie di riserva; in seguito acquistò maggiore rilievo il continuo aggiornamento delle protezioni.

Due modi di costruire un insieme di figure culturali
Valore Sesta serie · dal 1976 Valore Ottava serie · dal 1995
10 Leonhard Euler · matematica, ottica e turbina idraulica 10 Le Corbusier · architettura, Modulor e Chandigarh
20 Horace-Bénédict de Saussure · geologia ed esplorazione alpina 20 Arthur Honegger · musica e partitura
50 Konrad Gessner · storia naturale, gufo reale e primula 50 Sophie Taeuber-Arp · arti visive, rilievo e composizione
100 Francesco Borromini · architettura di Sant’Ivo a Roma 100 Alberto Giacometti · scultura, L’Homme qui marche
500 Albrecht von Haller · anatomia, circolazione e respirazione 200 Charles Ferdinand Ramuz · letteratura e paesaggio vodese
1000 Auguste Forel · entomologia, formiche e formicaio 1000 Jacob Burckhardt · storia della cultura e Rinascimento

Riferimenti : SNB · Historische Banknotenserien · DHS · Auguste Forel

12
Jörg Zintzmeyer

1995: le arti assumono un andamento verticale

L’ottava serie riuniva architettura, musica, arti visive e letteratura. Jörg Zintzmeyer trasformò l’orientamento verticale in un linguaggio coerente. Ritratti ampi, opere, progetti e segni collegavano le due facce. Ogni taglio conservava un colore facilmente riconoscibile, formando al tempo stesso una composizione autonoma.

Le Corbusier, Arthur Honegger, Sophie Taeuber-Arp, Alberto Giacometti, Charles Ferdinand Ramuz e Jacob Burckhardt rappresentavano pratiche e sensibilità diverse. I 50 franchi davano all’opera di Taeuber-Arp una visibilità quotidiana: geometria, tessuto e danza potevano essere letti come parti di un’unica ricerca. Nella gamma dei valori i 200 franchi sostituirono i 500.

L’elaborazione elettronica delle immagini entrò per la prima volta nel processo progettuale. Anche le protezioni dovevano poter essere riconosciute dal pubblico, con elementi visibili da controllare direttamente. Introdotta fra il 1995 e il 1998, la serie fu richiamata il 30 aprile 2021. Non ha più corso legale, ma rimane cambiabile presso la BNS senza limiti di tempo, come la sesta serie. Lo status monetario e il valore culturale seguono dunque cronologie differenti.

Biglietto verticale da 50 franchi con il ritratto di Sophie Taeuber-Arp e la dicitura diagonale SPECIMEN.
Documento numismaticoSophie Taeuber-Arp sul biglietto da 50 franchi dell’ottava serie, emesso nel 1995. Jörg Zintzmeyer mette in dialogo il ritratto e la composizione verticale. Riproduzione SPECIMEN.Jörg Zintzmeyer · BNS · Pubblico dominio (art. 5 LDA / URG)
Scheda della fonte · Diritti

Riferimenti : SNB · Past banknote series · SNB · Cash supply and distribution

13
Manuela Pfrunder e la nona serie

2016–2019: raccontare un Paese attraverso i gesti

La nona serie rinuncia ai ritratti di personaggi celebri e presenta «La Svizzera nei suoi molteplici aspetti». Una mano e un globo ricorrono su ogni taglio. Gesti, attività, luoghi ed elementi si richiamano: dirigere, tenere, offrire o esplorare permettono di raccontare il Paese attraverso ciò che vi si fa e attraverso i suoi rapporti con il mondo.

Manuela Pfrunder, seconda classificata al concorso del 2005, ricevette nel 2007 l’incarico di proseguire lo sviluppo. Fra il progetto grafico e la banconota utilizzabile trascorsero anni dedicati a immagini, inchiostri, supporto, resistenza e autenticazione. Orell Füssli stampa la serie su Durasafe di Landqart: due strati di carta di cotone racchiudono uno strato di polimero. Finestre ed effetti ottici appartengono alla struttura materiale dell’oggetto.

La larghezza comune di 70 mm e la progressione della lunghezza di 7 mm per taglio rendono la serie più compatta della precedente. I colori restano ben differenziati. Rilievi tattili, globo dall’aspetto cangiante, striscia di sicurezza, croce ed elementi visibili in trasparenza richiedono gesti semplici: inclinare, guardare, toccare. La sicurezza non viene aggiunta alla fine: offre vincoli e possibilità al disegno stesso.

Il riconoscimento internazionale può essere datato: l’International Bank Note Society premiò i 50 franchi per il 2016 e i 10 franchi per il 2017. È il giudizio di un’associazione di collezionisti, non una misura universale della qualità. Testimonia comunque l’interesse suscitato dall’incontro fra racconto, fabbricazione e leggibilità.

Verso verde del biglietto da 50 franchi della nona serie con montagna, parapendio e dicitura SPECIMEN in diagonale.
Documento numismaticoSul verso del biglietto da 50 franchi della nona serie, emesso nel 2016, la montagna e il parapendio sviluppano il tema del vento. Manuela Pfrunder sostituisce il ritratto individuale con gesti e fenomeni naturali. Riproduzione SPECIMEN.Manuela Pfrunder · BNS · Pubblico dominio (art. 5 LDA / URG)
Scheda della fonte · Diritti
La nona serie: sei tagli, sei percorsi narrativi
Valore / colore Tema ed elemento Formato originale
10 · giallo Organizzazione · tempo: bacchetta del direttore d’orchestra, orologeria e ferrovie. 70 × 123
20 · rosso Creatività · luce: prisma, cinema e scena culturale. 70 × 130
50 · verde Esperienze · vento: soffione, montagne e parapendio. 70 × 137
100 · blu Tradizione umanitaria · acqua: mani che raccolgono acqua e canale irriguo vallesano. 70 × 144
200 · bruno Vocazione scientifica · materia: assi delle coordinate e rivelatore di particelle. 70 × 151
1000 · viola Comunicazione · linguaggio: stretta di mano, alfabeto fonetico e Parlamento. 70 × 158

Misure documentarie in millimetri (larghezza × lunghezza), senza riproduzione in scala. La data di una serie non coincide con quella di emissione di ogni singolo taglio.

Riferimenti : SNB · The current banknote series · SNB · Life cycle: design and production · Landqart · IBNS Bank Note of the Year 2017

14
Dall’argento al cupronichel

Le monete: immagini che attraversano le generazioni

Accanto al rinnovamento delle banconote, colpisce la continuità delle monete. L’Elvezia in piedi, introdotta nell’Ottocento sui pezzi da mezzo franco, uno e due franchi, resta un riferimento quotidiano. Il pastore alpigiano di Paul Burkhard, sui 5 franchi dal 1922, propone un’altra figura nazionale: un profilo concreto e subito riconoscibile.

La persistenza delle immagini non significa che il metallo sia rimasto invariato. Alla fine degli anni Sessanta il cupronichel sostituì l’argento nelle monete interessate. Il valore nominale si distaccò ulteriormente dal prezzo del materiale. Il Vreneli d’oro, apparso nel 1897, seguì invece un altro percorso: oggi appartiene alla memoria numismatica e al mercato dei metalli preziosi più che agli acquisti ordinari.

Swissmint fabbrica le monete della Confederazione, mentre la BNS ne cura la messa in circolazione. Questi compiti sono distinti dalla creazione e dall’emissione delle banconote. Il franco appare così come un insieme di oggetti, decisioni e mestieri, la cui storia si comprende proprio osservandone i legami.

Riferimenti : Dictionnaire historique de la Suisse · Monnaies · Swissmint · FAQ · SNB · Cash supply and distribution

15
Situazione al 15 ottobre 2026

Una moneta materiale nel mondo digitale

Carte, applicazioni e bonifici rapidi spostano parte degli scambi fuori dal contante. Nell’agosto 2024 sono stati introdotti sul mercato svizzero i pagamenti istantanei. Cambia il supporto, ma rimane essenziale distinguere la banconota, passività della banca centrale, dall’avere su un conto presso una banca commerciale.

Con il progetto Helvetia la BNS sperimenta moneta digitale di banca centrale destinata agli istituti finanziari, fra l’altro per regolare attività tokenizzate. Non si tratta di un franco digitale distribuito a tutta la popolazione. Il progetto pilota prosegue almeno fino a giugno 2028 e non costituisce una decisione d’introduzione permanente.

Intanto la BNS prepara una decima serie di banconote sul tema «La Svizzera e le sue altitudini». Il 4 marzo 2026 ha annunciato di aver scelto Emphase, sotto la direzione di Fabienne Kilchör e Sébastien Fasel. La proposta di concorso richiede ulteriore sviluppo e l’aspetto definitivo potrà cambiare. L’emissione è prevista non prima dell’inizio degli anni Trenta. La nona serie resta quindi quella attualmente in circolazione. Dopo tante trasformazioni, la banconota mantiene una funzione particolare: dare alla fiducia comune una forma visibile che può passare di mano in mano.

Riferimenti : SNB · Instant payments (2025) · SNB · Project Helvetia · SNB · New banknote series project · 4 March 2026

Cronologia essenziale

1798
Franco della Repubblica elvetica
1850
Istituzione del franco federale
1907
Apertura della BNS
1936
Svalutazione rispetto all’oro
1973
Passaggio ai cambi flessibili
2016
Inizio della nona serie
Documentation

Fonti e riferimenti documentari

I riferimenti raccolgono studi storici, schede numismatiche e comunicazioni contemporanee. I rimandi alla fine dei capitoli conducono ai documenti utilizzati. La provenienza e i diritti delle immagini sono indicati nelle rispettive didascalie.

  1. Dictionnaire historique de la Suisse · Monnaies hls-dhs-dss.ch
  2. DHS · Monnaie / Geld / Moneta hls-dhs-dss.ch
  3. Musée national suisse · The franc and its predecessors blog.nationalmuseum.ch
  4. DHS · Franken hls-dhs-dss.ch
  5. Swissmint · FAQ www.swissmint.ch
  6. DHS · Banques d’émission hls-dhs-dss.ch
  7. SNB · How long has the Swiss National Bank existed? www.snb.ch
  8. SNB · Past banknote series www.snb.ch
  9. BNS · Chronique monétaire www.snb.ch
  10. SNB · Gold standard, deflation and depression (2003) www.snb.ch
  11. Commission indépendante d’experts · Final Report (2002) www.uek.ch
  12. SNB · Gold transactions in the Second World War (1999) www.snb.ch
  13. SNB · The Swiss National Bank 1907–2007 www.snb.ch
  14. SNB · Quarterly Bulletin 1/2000 www.snb.ch
  15. SNB · Minimum exchange rate, 6 September 2011 www.snb.ch
  16. SNB · After the minimum exchange rate (2015) www.snb.ch
  17. SNB · Historische Banknotenserien www.snb.ch
  18. DHS · Auguste Forel hls-dhs-dss.ch
  19. SNB · Cash supply and distribution www.snb.ch
  20. SNB · The current banknote series www.snb.ch
  21. SNB · Life cycle: design and production www.snb.ch
  22. Landqart · IBNS Bank Note of the Year 2017 www.landqart.com
  23. SNB · Instant payments (2025) www.snb.ch
  24. SNB · Project Helvetia www.snb.ch
  25. SNB · New banknote series project · 4 March 2026 www.snb.ch

Per approfondire: Michel de Rivaz, The Swiss Banknote 1907–1997, Collection La Mémoire de l’œil, 1997 (ISBN 2-88100-080-0), volume segnalato dalla BNS; per questo dossier sono state utilizzate le sue schede istituzionali.